Cinema e TV

Look, the pie!

 

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Ora soleggiata dell’abbiocco post-pranzo (siamo appena passati per i super carichi calorici delle vacanze pasquali e lo abbiamo ben in mente); ricca e afosa città, capitale di un continente esistito nella penna di un tizio chiamato George Raymond Richard Martin e quindi, finendo di contestualizzare, nei vostri schermi polverosi, nella serie più seguita, commentata e attesa, Game of Thrones, quarta stagione, episodio due.

In particolare, un matrimonio, quello del re e la sua regina. Lui Joeffry Baratheon, despota, violento, sadico, attratto dal sangue più che dalla carne. Lei Margaery Tyrell, attraente, perfetta meta-attrice, naso all’insù, non un capello fuori posto e “scommetto che quando togli la veste ogni cosa resta al suo posto” per citare un altro che di matrimoni andati a finire male se ne intende.

La singolarità del modo con cui Margaery Tyrell, appunto, la regina entrante, attrae su di sé l’attenzione annunciando l’arrivo della torta con il fine di sbrogliare un orribile gioco di potere tra lo sposo, il re appunto, e il suo zio nano, potrebbe sembrare la più tipica classica delle evasività, il cambiare argomento più spigliato possibile, il “ora no, perché è il mio matrimonio e lascia in pace tuo zio”. Potrebbe sembrare tutto questo, ma non lo è. E’ ancora meglio. E’ il punto della questione, del pranzo, della città e di tutto quel continente di cui sopra.

Margaery Tyrell è il perfetto esempio di come solo da una penna e con l’ausilio di un produttore come la HBO, l’essere umano diventa abile nel mettere in atto comportamenti che nemmeno al di là della barriera; non nel gesto in sè, ma in ciò che ne consegue.   Margaery grida Look, the pie!, il re ha l’onere e l’onore di tagliare ed assaggiare per primo la torta ed il gioco (di troni) è fatto. I più appassionati sapranno ovviamente già chi è stato ad avvelenare la torta, causando la morte del reggente, ma lasciate a noi terroni della barriera il beneficio di immaginarci tutte le storie che vogliamo.                                                                                           Margaery non è dunque solo evasiva, è geniale. Dello zio nano a lei non importa. A lei importa della torta. A lei importa che il regno di Joeffry finisca e per l’appunto proprio questo era il motivo della diverbio tra zio nano e nipote despota.

Joeffry muore e l’ultima cosa che fa in quel mondo è incolpare lo zio, indicandolo. Lei è l’unica a vincere, che ne sia consapevole o no. Il nostro re è morto.

Lei, non Sansa, che scappando ha attirato su di sé i sospetti. Non il vecchio Tywin Lannister. Né tantomeno Cercei. Non avevano mai perso, i Lannister. A Margaery è bastato un evasivo Look, the pie!. Evasivo nella forma.  Un colpo di mano nella sostanza, a quelli che però, pagano sempre i loro debiti.

Guardate, la torta! Voleva dire: mio re, il problema qui non è tuo zio. Sono altri. Probabilmente io, ma ormai è troppo tardi.  La torta, come il cucchiaio di un altro mondo, non esiste.

 

AM

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One thought on “Look, the pie!

  1. Pingback: Westeros è un continente per donne | Backpack

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