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Il post più bello di Zoro

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Sono passati undici anni dalla nascita di Anita, la figlia di Diego Bianchi, in arte Zoro, blogger, youtuber, romanista e conduttore televisivo di Gazebo, e sono passati dunque undici anni da quando Zoro stesso raccontò sul suo blog quei momenti concitati e gioiosi con il post intitolato La Mia Signorina.  Proprio lui lo  ricorda stamani con un tweet.

Lo potete ovviamente leggere per intero da qui, direttamente dal blog Z di Zoro, che nel 2013 è stato premiato come il miglior sito politico di opinione ai #MIA13.

Il racconto di Zoro è naturale, dettagliato e disinvolto, proprio come quando a Gazebo ci mostrava (e speriamo ci mostri ancora) i riassunti della settimana politica italiana, avanti e indietro su un motorino o, meglio ancora, su un taxi siglato Missouri 4.

Questo il pezzo che più di tutti è piaciuto a chi sta scrivendo adesso

“Ma non è che la disturbiamo?” è la retorica domanda della mia signora alle prese con le prime strane esternazioni della propria pancia che si prepara ad espellere il contenuto”.
“La disturbiamo? Cazzo chiamala, è il suo lavoro quello di essere disturbata per far nascere la gente, non mi pare questo il momento di farsi scrupoli d’orario”, replico tradendo l’ansia di vedere al più presto materializzarsi in casa mia qualsiasi cosa abbia il vago sapor d’ostetricia.
La chiamiamo e ci dice di stare calmi, di controllare, di provare a dormire, ma dopo due ore con gli occhi sbarrati la richiamiamo e alle 2.30 suona al nostro campanello. Il suocero dorme, la suocera è sveglia ma finge rispettosamente di dormire, io comincio ad occuparmi dei dettagli della borsa da portare. Decido, plagiato dall’aneddotica del corso pre-parto che narra di donne in travaglio che ballano al ritmo di tamburi africani, che la cosa più importante da assicurarsi è il lettore cd. Intanto in camera non si perde tempo, è in corso il primo dei tanti monitoraggi della giornata, la pupa è sempre in forma, la rottura del sacco è superiore che vuol dire che è come un gavettone che si è rotto sopra e quindi perde ma perde poco, ma ormai il processo è avviato, il piano è inclinato e si comincia a rotolare, il parto è potenzialmente iniziato. C’è una nottata da passare, cedo il mio letto all’ostetrica, mi accuccio in una cameretta vicino al salone, fa caldo, la finestra è aperta e penso: domani sarò padre, cazzo, domani sarà una giornata da ricordare, sei pronto? Tu, ti senti pronto? Sì, sono pronto, non ho alternative.

Leggetevelo tutto, perché è davvero il suo post più bello.

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One thought on “Il post più bello di Zoro

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