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Slender Man e i Creepypasta

L’argomento è stato ripreso dall’inserto domenicale del Corriere La Lettura; se ne parla a proposito di alcuni fatti di cronaca (negli USA), che hanno riguardato (anche) minorenni, fra cui un bambino di 13 anni che “ha accoltellato la madre indossando una maschera e gridando qualcosa sul suo ruolo nel gioco di Slender Man”.

Ma chi/cosa è Slender Man? É un personaggio nato attraverso un Creepypasta, termine con cui si indicano racconti horror pubblicati su internet, derivanti per lo più da leggende metropolitane o inventati ex novo. Girano da molti anni, addirittura sono nati principalmente nell’era 1.0, e diffusi inizialmente via usenet, o sistemi simili, per poi rimbalzare attraverso bacheche (o meglio image board) come 4chan.

Perché Creepypasta? Il termine è un gioco di parole su Copy and paste (copia-incolla), modalità prevalente della loro diffusione è infatti il ctrl-c/ctrl-v con cui i lettori passano le storie da un sito all’altro. Copy diventò creepy (raccapricciante, pauroso). In alcuni casi queste storie sono parodie horror di prodotti “mainstream” – esistono anche le Gamepasta, che parlano di videogiochi (da cui lo “spin-off” Pokèpasta).

Slender Man

Slender_Man

Slender Man (l’uomo snello) è apparso la prima volta l’8 giugno del 2009 sul sito Something Awful, quando Victor Surge (nickname di Eric Knudsen) pubblicò il primo racconto (condito da illustrazioni) che vedeva protagonista “un’ombra umanoide magra e alta, con un completo nero, tentacoli che gli spuntano dalle spalle e il volto privo di lineamenti; velocissimo e abile nel nascondersi, le sue vittime sono perlopiù bambini – per questo viene spesso avvistato vicino a parchi giochi o scuole – che scompaiono nel nulla e non sono più ritrovati”.

La prima diffusione avvenne però su Youtube, in un canale chiamato Marble Hornets, dove furono pubblicati dei video nei quali si diceva fosse possibile avvistare un essere misterioso – The Operator, che agiva insieme a due Proxy (Masky e Hoody – maschera e cappuccio). Ce ne sono 80 episodi, formano una serie chiamata Entry. The Operator, di fatto, è una versione di Slender Man. In quasi ogni puntata avvengono fenomeni inspiegabili: la telecamera inizia ad avere interferenze, i ragazzi scappano, stanno male e/o svengono e appaiono più volte Slender Man e i due Proxy. Il successo definitivo arrivò però con il gioco per PC Slender; obiettivo era – manco a dirlo – evitare di essere catturati da Slender Man in un bosco di notte, mentre si cercavano di recuperare 8 pagine. Il successo fu enorme (anche grazie ai gameplay, sempre su YT).

Come ogni fenomeno virale di internet (i cosiddetti meme) Slender Man si è quindi presto allontanato dal suo autore, ed è diventato patrimonio comune, attraverso una miriade di repliche, illustrazioni, videogiochi, addirittura un film (uscito l’anno scorso).

Come si legge ne La Lettura:

Uno storytelling collettivo e in continua evoluzione che in molti casi si prende molto sul serio: la pagina introduttiva al personaggio sul sito Creepypasta — specializzato in questa fan fiction dell’orrore — sembra dare quasi per scontata l’esistenza del mostro, che viene collegato a simili leggende antiche. Fa tutto parte del gioco, ma, come un buon racconto di fantasmi, può risultare fin troppo convincente.

Un’ambiguità che può aver contribuito agli episodi di cronaca, una commistione tra reale e fantasia che è sintomo di un malessere (principalmente nei giovani statunitensi) che già si era manifestato in più occasioni, vedi Columbine (ed Elephant).

Il creatore di Slender, Victor Surge, ha detto di essere rattristato da quanto successo (due ragazzine in Wisconsin hanno invitato una loro amica ad un pigiama party per ucciderla e dimostrare la loro devozione a Slender Man), su Creepypasta i gestori hanno commentato ricordando che “sono in pochi a credere alle loro storie”.

Resta il fatto che i meme, e i Creepypasta in particolare, hanno sostituito quella cultura “oscura-pseudo satanica” che fino a qualche tempo fa era prerogativa del metal e che spesso negli anni scorsi ha, per così dire, ispirato episodi di violenza (sempre riguardo a Columbine, si parlò molto in quell’occasione di Marylin Manson).

Agghiaccianti i racconti di una delle ragazzine:

la mia parte buona la voleva viva ma la mia parte malvagia la voleva morta 

Oltre a Slender Man, altri celebri Creepypasta sono The Rake (che però attacca solo se si sente minacciato), e The Smiling Man, ma il fenomeno è in continua e rapida evoluzione.

AB

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