Attualità/Viaggio

Il Mar Morto sta per morire

Il Mar Morto è un bacino endoreico (senza emissari), un lago salato (o mare chiuso) le cui rive sono lambite da Israele, Giordania e Cisgiordania; si trova nella più profonda depressione della Terra – è quindi il punto (libero da ghiacci) più basso della Terra. Questa peculiarità assoluta deriva dalla continua evaporazione delle sue acque, che gli immissari (Giordano e Wadi Mujib) non riescono a compensare (provocando anche l’elevata salinità, tanto che in ebraico è detto Yam Hamelah – mare del sale). Le sue acque si trovano oltre 400 metri sotto il livello del mare, e continueranno inesorabilmente – e inevitabilmente – a scendere.

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Il mar Morto è diviso in due parti, quella superiore (molto più profonda, e quindi più salata) e quella inferiore (quasi prosciugata) – e si chiama così (Morto) perché la salinità conseguente all’evaporazione non consente lo sviluppo e la permanenza di forme di vita (esclusi i batteri). Per capirsi, a 40m di profondità la quantità di sale per kg di acqua è 300g (quasi 10 volte quella degli oceani), ma scendendo a 100m si arriva fino a 332g per kg, per cui si satura e il sale si accumula nel fondale.

Piccola curiosità – sempre per via della salinità elevata, chiunque vi può galleggiare senza sforzi (la densità è 1,24 kg/l), mentre è praticamente impossibile nuotare.

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Ma – e c’è un ma – il Mar Morto potrebbe presto morire – per davvero. Il Time lo ha inserito fra i 10 luoghi da visitare prima della loro scomparsa. Secondo gli esperti citati dalla versione online del settimanale statunitense, nell’arco di 50 anni il mar Morto potrebbe scomparire per sempre. Negli ultimi 40 anni il suo livello è calato di quasi 25 metri, a causa dell’utilizzo intensivo delle acque del suo (pressoché unico) affluente, il Giordano. Sia Israele che i cd Territori Palestinesi infatti dagli anni ’60 ne prelevano ingenti quantità per scopi agricoli e industriali (come l’estrazione del carbonato di potassio).

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L’unico modo escogitato – finora – per salvarlo sarebbe un grande piano idrogeologico chiamato Red Sea-Dead Sea Water Conveyance Project (e ribattezzato Condotto della Pace) che vi farebbe confluire una parte del Mar Rosso, ma i costi sono enormi – circa 900 milioni di dollari, una cifra che nessuno degli stati dell’area si può permettere. Ci vorrebbe una collaborazione che inserisse nel progetto Israele ma è una via, per ovvie ragioni geopolitiche legate alle tensioni fra Israele e Palestina.

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(Per curiosità, gli altri 9 luoghi in via di estinzione sono Venezia, le Alpi, la Grande Barriera Corallina, le Maldive, le Seychelles, le Isole canadesi Magdalen, l’Alaska, il Glacier National Park e il ghiacciaio Athabasca – la spiegazione per ognuna è sull’articolo del Time).

AB

Fonti: ISPI online, Time, Wikipedia e per le foto Gettyimages (l’ultima è uno scatto dallo spazio, fatto da uno Space Shuttle)

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