ottoeventotto

Ottoeventotto #14

Ottoeventotto è il buongiorno del Backpack. Una canzone, una foto, un articolo, un video, qualunque cosa che voi di buon mattino (o quando vi svegliate) potete mettere nel vostro zaino, con la speranza che quella piccola cosa vi accompagni per tutta la giornata, o che almeno ve la faccia cominciare bene. Questa è ottoeventotto, benvenuti, anzi, buongiorno.

Domani ci sarà il referendum per l’indipendenza della Scozia. Per arrivare preparati a quella che potrebbe essere una giornata storica per la democrazia in Europa, oltre che nel Regno Unito, prima di tutto ripassate leggendo il post spiegone che scrivemmo un paio di mesi fa. Abbiamo inoltre selezionato due articoli, rispettivamente del New York Times e del Guardian, che spiegano le ragioni delle due parti. Sì e No.

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L’autore dell‘articolo del quotidiano newyorchese è Niall Ferguson. Negli Stati Uniti la questione dell’indipendenza di Edimburgo è molto sentita, vista l’enorme quantità di cittadini con origini scozzesi, come lo stesso Ferguson, che spiega i suoi perché del No all’indipendenza.

Today’s Scots should remember the apposite warning of their countryman the economist Adam Smith about politicians who promise “some plausible plan of reformation” in order “to new-model the constitution,” mainly for “their own aggrandizement.” All over Continental Europe in the 19th and 20th centuries, nationalism was what ambitious hacks espoused to advance themselves. Scotland was the exception. May it stay that way.

Sul Guardian invece un articolo di qualche giorno fa ha raccolto alcune voci a favore del sì, sia da parte di cittadini scozzesi che inglesi.

Un dibattito che vedrà la fine domani – per alcuni osservatori (vedi l’editoriale di ieri del direttore di Europa Stefano Menichini) resta il dato politico di un’aspirazione indipendentista democratica, e che per vie democratiche si risolverà (e di cui i leghisti sono pallida imitazione).

Per chiudere, anzi aprire in bellezza la giornata, una canzone irlandese, che è fra le più note ballate folk dell’altro paese che voleva l’indipendenza (quella macchiata dal Sunday Bloody Sunday) dal reame britannico e l’ha alfine ottenuta.  Si chiama Four Green Fields ed è di Tommy Maken – è un’allegoria dell’indipendenza irlandese. (una vecchia signora – l’Irlanda – ha 4 campi e degli stranieri provano a portarglieli via con violenza, e i suoi figli muoiono per difenderli).

L’immagine in evidenza è tratta dal tumbelog SymmetryBreakfast, dove due fidanzati (i loro nomi non li conosciamo) pubblicano foto delle loro colazioni identiche e simmetriche.

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