Musica

I 110 secondi più commoventi della storia del pop

Il titolo è una citazione da un post di Salvatore Setola su Onda Rock. Si riferisce a una delle canzoni più famose e più struggenti degli Smiths (che pure si/ci struggevano spesso): Please Please Please Let Me Get What I Want:

E’ il 1984, il primo album del gruppo di Morrissey e Johnny Marr, The Smiths, è uscito da qualche mese (a febbraio) ed è arrivato piuttosto inaspettatamente alla seconda posizione della classifica inglese. Alcuni singoli che non vi sono stati inseriti vengono pubblicati successivamente, si tratta di Heaven Knows I’m Miserable Now e William, It was Really Nothing.
Nella versione inglese 7” di quest’ultima, la B-side è Please Please Please Let Me Get What I Want (in quella 12” è How Soon Is Now, che poi sarà contenuta l’anno successivo nell’album Meat is Murder. Please Please Please rimarrà una b-side, ma diventerà negli anni una delle canzoni più famose del gruppo, colonna sonora di una miriade di film e pubblicità. Sarà citata spesso soprattutto per la sua atmosfera straziante e per quel giro finale di mandolino di Marr. Uno degli spot rimasti nella memoria collettiva è questo.
Un countdown emozionale, un tipico spot per colpire i sentimentalisti, ma senza quella musica non avrebbe certo avuto lo stesso effetto. Quella canzone che durava poco meno del doppio di quello spot, un lamento, una preghiera allo stesso tempo cupa e angelica.
Molte storie ruotano intorno a Please Please Please – fra queste che la Rough Trade pensava fosse soltanto l’incipit di un brano in realtà più lungo. Morrissey e il suo ego già strabordante replicò a muso duro. La canzone era quella, la Rough Trade la pubblicò così come fu registrata.
Il brano non fu mai inserito in un album vero e proprio, ma fece parte lo stesso anno della compilation Hatful of Hallow, che raccoglieva alcuni singoli e registrazioni che gli Smiths avevano fatto per la BBC. Please Please Please era la traccia 16 di 16.
Johnny Marr qualche anno dopo affermò di essersi ispirato a questa canzone scritta da Burt Bacharach e Bobby Hilliard (nel 1961 ebbe successo nella versione di Del Shannon) dal punto di vista melodico.
Ma, come scrive Setola su Onda Rock:
se la hit di Del Shannon dà voce a un innamorato che non vuole essere illuso dalla ragazza che ama, “Please Please Please Let Me Get What I Want” è il soliloquio di chi, la voce, l’ha strozzata in gola a forza di sperare, l’ha ricacciata in corpo a furia di suppliche al vento. Fortuna che non occorre proferire parola per esprimere un desiderio, per agognare un sogno. Basta rivolgere gli occhi al cielo, che spesso altro non è che il fondo inverso dell’anima:  “So for once in my life/ let me get what I want/ Lord knows it would be the first time”. I sogni sono come i miracoli: accadono prima dentro di noi. E se poi questi  finalmente si avverano, ci sentiamo quasi in colpa: “See, the luck I’ve had/ would make a good man/ turn bad”.
 Per citare solo i gruppi più famosi, a coverizzarla ci hanno provato Franz Ferdinand, Muse, Kate Walsh, She & Him,The Decemberists; una delle prime versioni fu quella dei The Dream Academy l’anno successivo:

Please Please Please è forse la canzone che più rappresenta l’epica e la poetica del duo Morrissey/Marr, come disse Steven Patrick una volta al riguardo

Penso che sia molto vicina ad essere la canzone perfetta degli Smiths. Quando l’abbiamo suonata alla Rough Trade, ci continuavano a chiedere ma dov’è il resto della canzone? Ma per me è come un velocissimo pugno in faccia. Allungare la canzone sarebbe stato, a mio avviso, un po’ come spiegare ciò che è palesemente ovvio

[Morrissey ad un recente concerto a Seattle]

Embed from Getty Images

Qui sotto trovate il testo della ballata, un riferimento autobiografico di Morrissey al suo desiderio di formare una band e ad uscire dall’isolamento (e la canzone è una preghiera perché questo avvenga):

Good times for a change

See, the luck I’ve had
Can make a good man
Turn bad

So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time

Haven’t had a dream in a long time
See, the life I’ve had
Can make a good man bad

So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time

AB

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